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Al caldo senza caldaia


Entrando nel dettaglio, la centrale termica, necessaria anche in una casa passiva, concentra il meglio dell'evoluzione tecnologica. Si tratta di un aggregato che fornisce acqua calda sanitaria e aria calda a bassa temperatura per il riscaldamento degli ambienti.

Il calore dei fumi di combustione viene poi recuperato attraverso una caldaia a condensazione aumentando così il rendimento energetico. Tali caldaie hanno un notevole valore ecologico riconosciuto dallo Stato sotto forma di sgravi fiscali (il 55% della spesa ripartito su tre anni) per chi le installa in sostituzione delle caldaie tradizionali. Per dilazionare le spese dell'impianto energetico di una casa passiva è possibile in un secondo momento integrare il tutto con dei pannelli solari. Ne risulta un dispositivo particolarmente efficiente, in grado di ridurre fino a un decimo le spese per il riscaldamento domestico.

Tutte queste caratteristiche fanno in modo che la casa passiva presenti una serie di notevoli vantaggi non solo dal punto di vista economico:



  • Innanzitutto l'aria è sempre fresca, specialmente d'inverno. Non c'è pericolo di respirare aria viziata anche se l'abitazione è ermetica e, dato il ricambio di aria, non ci sono muffe né contaminazioni ambientali.

  • Grazie all'isolamento esterno i muri perimetrali e i muri divisori sono ugualmente caldi e diffondono perciò una piacevole sensazione di benessere.

  • L'assenza di termosifoni rende le pareti più libere eliminando eventuali vincoli nell'arredamento.

  • Le temperature cambiano molto lentamente: d'inverno una casa passiva con la ventilazione e il riscaldamento spenti perde solo 0,5 gradi al giorno.


Di fronte a tutti questi vantaggi è lecito chiedersi quali siano i punti deboli. Per prima cosa bisogna tenere presente che l'investimento necessario per rendere passiva un'abitazione già esistente si ripaga in circa quindici anni. Di conseguenza, chi oggi fa fatica a sostenere i costi per il riscaldamento non potrà migliorare la situazione. La casa passiva è una soluzione che si addice a nuclei famigliari in grado di sostenere costi elevati. La spesa risulta invece inferiore se si decide di costruirla dal nulla. In questo caso si calcola persino un sostanziale pareggio delle spese perché il maggiore costo di isolanti e serramenti viene compensato dall'assenza di caldaie e impianti di riscaldamento convenzionali.

Il concetto di "casa passiva" si riferisce ad una ben precisa norma tecnica messa a punto dal Passivhaus Institut di Darmstadt in Germania e quindi adeguato a un clima continentale freddo. Ma come si possono tradurre questi concetti per un clima mediterraneo?

Da un lato il clima meno rigido consente un minore spessore dello strato di isolamento, tuttavia da noi si pone il problema del raffreddamento estivo, molto sentito soprattutto negli ultimi anni. Senza una progettazione adeguata la qualità abitativa durante l'estate rischia di essere compromessa. In questo caso occorre predisporre protezioni sui lati sud e ovest degli edifici, piantando ad esempio alberi o utilizzando schermature esterne che riflettono la luce del Sole prima che entri nell'edificio. Quand'esso è progettato e realizzato a regola d'arte si ha uno sfasamento di 12 ore dell'onda di calore. In parole povere, se la temperatura sulla facciata esterna raggiunge il picco alle 15, il culmine sulla facciata interna si presenterà a notte fonda.


Ormai le case passive stanno entrando nella cultura di molti architetti e ingegneri. I progetti pilota sono numerosi e aumentano sempre più gli edifici pubblici realizzati secondo i principi del risparmio energetico.

Il primo edificio pubblico passivo in Italia è stato realizzato dalla provincia autonoma di Bolzano, da sempre sensibile alle tematiche ambientali e all'avanguardia nei progetti tecnologici. Si prevede che i costi della ristrutturazione dell'edificio siano pareggiati dal risparmio energetico in soli 5 anni.

Un altro caso piuttosto interessante e ben documentato è la casa di Cherasco, una casa passiva realizzata in un centro storico delle Langhe. Come si vede dalla foto non è sempre vero che le case passive si presentino come orrendi cubi dal gusto nordico.

La speranza, naturalmente, è che si esca dalla fase pionieristica per rendere passive tutte le case in costruzione. In sintonia con gli sforzi richiesti ai paesi industrializzati dal protocollo di Kyoto nei prossimi anni verrà resa obbligatoria una certificazione energetica degli edifici, proprio come oggi accade per gli elettrodomestici.




La provincia di Bolzano ancora una volta ha fatto da apripista, concedendo il rilascio del certificato di abitabilità chiamato CasaClima solo agli edifici inseriti nelle prime tre classi della certificazione energetica.

Il nostro futuro si prospetta quindi sempre più verde. Se la cultura del risparmio energetico e del rispetto per l'ambiente troverà pieno compimento si apriranno nuove prospettive in grado di limitare lo sfruttamento delle risorse naturali e permettere nel contempo un concreto risparmio economico a vantaggio nostro e delle generazioni successive.
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