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Semplificazione burocratica del rapporto tra imprese e p.a.


Semplificazione burocratica del rapporto tra imprese e p.a.
Inizieranno presto ad essere operative alcune delle indicazioni del DPR 7 settembre 2010, n. 160, con la previsione di un unico soggetto pubblico territoriale di riferimento per le imprese e con l’informatizzazione delle procedure.
“L'iniziativa economica privata è libera” – lo afferma l’art. 41 della nostra Costituzione da oltre sessant’anni – ma non è certo esente da impicci e pasticci burocratici, legati alla pluralità di interlocutori ai quali tale attività è costretta a rivolgersi e capaci di dilungare o addirittura rendere incerti i tempi d’avvio della stessa attività economica.

Il progetto Burocrazia: diamoci un taglio!, avviato il 25 novembre 2009 dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione in collaborazione con Linea Amica (il “contact center multicanale della P.A. italiana” realizzato da Formez PA, che “fornisce ai cittadini informazioni e assistenza nei rapporti con la P.A”) nasceva proprio con l’obiettivo dichiarato di raccogliere le libere segnalazioni e proposte dei cittadini, per arrivare a individuare i principali aspetti delle complicazioni burocratica nel contesto italiano e ad intervenire, di conseguenza, con azioni idonee a risolverle. Il processo di ricerca in direzione di una maggiore semplificazione burocratica sembra essersi accompagnato, allora, alla richiesta di un contributo diretto da parte dei cittadini, delle imprese e delle loro associazioni, contributo che spesso si è manifestato con proposte di informatizzazione o di accentramento delle procedure.

Con riferimento al mondo dell’imprenditoria, c’è stato, ad esempio, chi ha auspicato la realizzazione di “uno sportello telematico per le imprese che assicuri davvero all'imprenditore la possibilità di avere tutte le autorizzazioni necessarie senza essere costretti a rivolgersi a tante amministrazioni diverse”; un non meglio identificato dipendente privato veneto ha sottolineato come non abbia senso “che il cittadino debba farsi carico di informare tutti (e sono tanti) gli enti pubblici delle proprie iniziative portando nelle varie sedi niente altro che copie degli stessi dati”; un imprenditore del Lazio, ancora, ha raccontato di aver dovuto attendere settimane prima di avviare la propria attività, costretto ad “aspettare la visita di un impiegato dell’ASL per ottenere l’autorizzazione” e ad attendere il successivo invio della stessa autorizzazione su carta. La risposta del Ministero a tali segnalazioni è stata l’approvazione in via definitiva dei regolamenti che prevedono la realizzazione di uno Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP): un unico punto di riferimento telematico, sia a livello informativo, sia operativo, cui le imprese possono rivolgersi per le pratiche burocratiche che sono costrette ad assolvere nel corso della loro intera esistenza.

Cerchiamo, allora, di entrare un po’ più nel dettaglio e di capire in cosa consista tale sportello. Esso rappresenta fondamentalmente “uno strumento di semplificazione amministrativa che utilizza a sua volta altri strumenti di semplificazione (conferenza di servizi, SCIA, silenzio assenso, accordo tra amministrazione e privati ecc.) al fine di snellire i rapporti tra Pubblica Amministrazione (P.A.) ed utenza”, come si evidenzia su www.impresainungiorno.gov.it, il portale pensato proprio per imprese e SUAP, evoluzione di www.impresa.gov.it, e corrispondente ad un preciso modello di amministrazione, capace di gestire per via telematica gli adempimenti a carico delle imprese nel corso del loro rapporto con le pubbliche amministrazioni.

Lo Sportello Unico era stato inizialmente previsto e disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 447 del 20 ottobre 1998 – “regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione d'impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della Legge 15 marzo, n. 59” – e successive modifiche, il quale prevedeva un unico ed esclusivo canale tra imprenditore e amministrazione, con conseguente eliminazione delle ripetizioni nell’attività istruttoria e nella produzione documentale. Tuttavia un simile canale non ha trovato attuazione, presumibilmente per il difficile collegamento tra amministrazioni di diverse competenze e dunque disomogenee tra loro, per la mancanza di una precisa definizione e precisazione dei servizi erogabili e per l’incertezza circa le tempistiche di realizzazione.

A riordinare la materia c’ha pensato poi l’articolo 38, comma 3, del decreto legge 25 giugno, n. 112, recante “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, coordinato con modificazione dall'articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008.

La L. 133/2008 prevedeva, in particolare, l’emanazione di un regolamento da adottarsi “ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la semplificazione normativa, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni”, “nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 19, comma 1 e 20, comma 4, della legge n. 241 del 1990” e secondo i principi e criteri elencati nel citato comma 3.

Tale regolamento è stato emanato, infine, con il DPR del 7 settembre 2010, n. 160 (recante appunto “Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”), il quale ha abrogato il previgente DPR 447/1998 e ha ridefinito, semplificandola, la disciplina dei SUAP.

All’art. 2, comma 1, il regolamento individua il SUAP come “unico soggetto pubblico di riferimento territoriale” per tutti quei procedimenti che “abbiano ad oggetto l'esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività, ivi compresi quelli di cui al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59”. Esso dovrebbe garantire al richiedente “una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità” (art. 4, comma 1).

Così come le imprese avranno un unico destinatario per le loro richieste, allo stesso modo tutte le comunicazioni rivolte alle imprese richiedenti dovranno essere trasmesse esclusivamente dal SUAP, il cui ufficio competente ed il cui responsabile “sono individuati secondo le forme previste dagli ordinamenti interni dei singoli comuni o dagli accordi sottoscritti in caso di associazione, che dispongono anche in ordine alla relativa strutturazione” (art. 4, comma 4).

Requisito fondamentale per il SUAP è la capacità di avviare, gestire e concludere i diversi procedimenti per via informatica, telematica (come disposto all’art. 2 comma 2) e gli aspetti specifici di tale trasmissione sono descritti nell’Allegato tecnico al regolamento, di cui all'articolo 12, comma 5.

Il regolamento individua nel portale Impresainungiorno, prima citato, la funzione di raccordo con le infrastrutture e le reti già operative (art. 3), per lo scambio informativo e l’interazione telematica tra le amministrazioni e gli altri Enti interessati: è di competenza del portale il collegamento e il reindirizzo ai sistemi informativi e ai portali già realizzati, garantendo la interoperabilità tra le amministrazioni (art. 3 comma 2).

Si introducono, inoltre, nel sistema, le Agenzie per le imprese, dei soggetti privati ali quali sono riconosciute funzioni di natura istruttoria e d'asseverazione.

Secondo quanto previsto dall’articolo 12 del DPR, comma 1, punti a e b, e comma 7, il regolamento ha efficacia secondo tue tempistiche differenti, con riferimento, da una parte, ai Capi I, II, III, V, e VI, e, dall’altra, alle norme di cui al capo IV.
In altre parole, a partire dal 29 marzo 2011, entrano in vigore le norme relative al procedimento automatizzato o con SCIA, quindi lo sportello unico dovrà operare in modalità telematica per i provvedimenti soggetti a SCIA e, allo stesso modo, la SCIA dovrà essere presentata al SUAP esclusivamente per via telematica. La SCIA, non nuoce ricordarlo, è la Segnalazione Certificata di inizio attività, prevista dall’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, che ha sostituito e semplificato la DIAP (Dichiarazione di Inizio Attività Produttive). Laddove il sistema telematico non sia ancora stato attivato, saranno le Camere di commercio a svolgere il servizio di accentramento digitale rispetto alla pluralità delle amministrazioni. La segnalazione di inizio attività potrà essere inviata anche contestualmente alla creazione dell’impresa stessa: in questo caso la Scia dovrà contenere in allegato anche la comunicazione unica all'agenzia delle Entrate e agli enti previdenziali, e quando il Registro imprese riceverà la pratica, la girerà allo Sportello unico, il quale rilascerà all'impresa la ricevuta e la possibilità di operare.
Dal 1° ottobre 2011, invece, dovrà entrare in vigore l'intero regolamento per i SUAP, da attuarsi con riferimento al procedimento ordinario di autorizzazione per le attività produttive.

Stando alle stime, tra comuni già attivi nel nuovo sistema e altri in attesa, potrebbero essere ben tremila le realtà connesse allo sportello telematico. «Per il successo dello Sportello unico – evidenzia il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – occorre risolvere alcune criticità. In primo luogo, è necessario disboscare centinaia di adempimenti davvero inutili. Quindi, bisogna lavorare per uniformare il più possibile le procedure amministrative su tutto il territorio».
A preoccupare è, infatti, la difficoltà nel porre in atto delle procedure standardizzate a livello nazionale, viste le differenze di natura operativa e infrastrutturale che caratterizzano i diversi contesti territoriali. Non va tralasciato, poi, il fatto che non tutti i paesi possono già disporre di un servizio di banda larga, perciò l’esclusività del mezzo informatico potrebbe sembrare un’ipotesi per certi versi azzardata o, almeno, non sempre implementabile.

Sottolinea un più ottimista Valerio Zappalà, direttore generale di InfoCamere, come quella del 29 marzo non sia «una scadenza in cui si consegna un prodotto o si ‘collauda’ un sistema informatico: è una data che segna l'inizio di un nuovo modo di concepire i servizi alle imprese a livello territoriale, dove è decisiva la qualità del rapporto di cooperazione tra amministrazioni diverse, Camere di Commercio e Comuni in primis. Dal 29, dunque, inizierà una nuova fase, in cui gli sportelli unici dovranno avviarsi e opereranno consolidando passo dopo passo gli aspetti organizzativi, tecnologici e di rapporto, sia con l'utenza che con gli altri interlocutori istituzionali».

Roberta Barbiero
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