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    <title>Meccanica Online :: Articolo</title>
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        <title>Scienza e cultura, come arrivano al pubblico?</title>
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            <name>MeccanicaOnline</name>
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        <summary>Categorie correlate: Scienza e tecnologia&lt;br /&gt;Sommario: Gli scienziati scoprono, gli inventori creano, gli studiosi approfondiscono, ma chi fa sapere tutto ciò al pubblico? E soprattutto in che modo?&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La scienza e la tecnologia sono entrate di prepotenza nella nostra societ&amp;agrave; e la gente pretende di essere continuamente aggiornata e informata sulle novit&amp;agrave; in questi campi. Al comunicatore quindi il compito di calarsi nei panni del giornalista scientifico, del &lt;strong&gt;divulgatore&lt;/strong&gt;. Oltre a saper essere versatile ed avere conoscenze di tipo convergente, in un momento come questo in cui l&amp;rsquo;opinione pubblica &amp;egrave; coinvolta nelle scelte della scienza, il giornalista scientifico deve essere capace di comunicare con semplicit&amp;agrave; temi piuttosto complessi.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anche cinema e fiction ci vengono incontro da questo punto di vista: come ricordato durante il dibattito da Pagan e Bassoli, il cinema coglie le novit&amp;agrave; tecnologiche per inserirle nei film; le fiction invece possono avere valore educativo. In India e Sudafrica alcuni telefilm sono stati usati per la prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili o per migliorare l&amp;rsquo;igiene; in Messico &amp;egrave; stata premiata una fiction che richiamava alla contraccezione e alla maternit&amp;agrave; e paternit&amp;agrave; consapevoli. Si capisce, cos&amp;igrave;, come per comunicare la scienza ed arrivare direttamente alla gente tutti i mezzi siano utili.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(0, 51, 102);&quot;&gt;&lt;font size=&quot;+1&quot;&gt;Scienza e societ&amp;agrave;: un rapporto continuo e reciproco, ma non sempre indolore&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Pietro Greco&lt;/strong&gt;, direttore del Master in Comunicazione della Scienza della &lt;span class=&quot;link-external&quot;&gt;&lt;a class=&quot;link-external&quot; href=&quot;http://www.sissa.it/main/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sissa&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; di Trieste ha aperto la sessione parlando dell&amp;rsquo;evoluzione dei cambiamenti che la ricerca scientifica ha avuto nel corso degli anni: &amp;ldquo;Negli anni &amp;rsquo;60 per ogni due dollari spesi dal governo federale americano, ce n&amp;rsquo;era uno speso in ricerca. Negli anni &amp;rsquo;80 si assiste al pareggio tra le uscite del governo e i soldi investiti in ricerca. Questo oggi accade in tutto il mondo occidentale. Unica anomalia &amp;egrave; l&amp;rsquo;Italia, i cui investimenti nella ricerca sono i pi&amp;ugrave; bassi tra i Paesi sviluppati&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;Lo stato americano dal 1945 aveva permesso agli scienziati di poter svolgere le proprie attivit&amp;agrave; di ricerca attraverso quello che viene definito &amp;ldquo;&lt;strong&gt;mecenatismo di stato&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;: un patto tra stato e scienziati, i quali venivano pagati per insegnare e nel loro tempo libero erano liberi di svolgere ricerca. Successivamente lo Stato inizia a chiedere a questi ricercatori qualche risultato spendibile all&amp;rsquo;interno della societ&amp;agrave; civile: lo Stato diventa quindi imprenditore attraverso gli investimenti nella ricerca&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;Attualmente scienza e societ&amp;agrave; sono profondamente compenetrate (da qui nasce la bioetica) e oltre ad essere necessaria per la dimensione sociale, &amp;egrave; necessaria anche per la dimensione politica: si pensi che in dieci anni l&amp;rsquo;intervento nella scienza &amp;egrave; aumentato di dieci punti&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;Quando crolla la torre d&amp;rsquo;avorio del mecenatismo statale, inizia un periodo di &lt;strong&gt;compartecipazione alle scelte della scienza&lt;/strong&gt; che richiede una comunicazione molto forte per esempio con politici, cittadini, manager, gruppi ambientalisti, quindi gli scienziati si ritrovano a dover comunicare con un pubblico eterogeneo. &amp;Egrave; la societ&amp;agrave; che chiede di comunicare la scienza e gli scienziati non possono pi&amp;ugrave; scegliere autonomamente su cosa lavorare. La scienza &amp;egrave; la fonte dell&amp;rsquo;innovazione tecnologica perci&amp;ograve; riguarda l&amp;rsquo;intera societ&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sollecitato da una domanda del pubblico, Pietro Greco conclude con una riflessione sul ruolo del giornalista scientifico: &amp;ldquo;Il giornalista scientifico &amp;egrave; fondamentalmente un giornalista. Si possono trovare giornalisti obiettivi ed altri schierati. In ogni caso il compito &amp;egrave; di dare una buona qualit&amp;agrave; della comunicazione, il riuscire a fare un buon servizio per la societ&amp;agrave;. Esiste un problema di formazione (e a questo la Sissa cerca di dare una risposta), ma anche di qualit&amp;agrave;: &lt;strong&gt;il giornalista non dev&amp;rsquo;essere l&amp;rsquo;araldo della scienza&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(0, 51, 102);&quot;&gt;&lt;font size=&quot;+1&quot;&gt;Le differenze nel comunicare la scienza attraverso i giornali, la radio, la televisione&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Fabio Pagan&lt;/strong&gt;, vicedirettore del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa, parte da una riflessione su come oggi si debbano soddisfare le richieste di un pubblico molto vario: &amp;ldquo;Il pubblico non &amp;egrave; un ente indifferenziato ed omogeneo, esistono pi&amp;ugrave; pubblici e media diversi che devono occupare nicchie diverse per soddisfare esigenze diverse. &amp;Egrave; necessario quindi una differenziazione nel modo di fare informazione scientifica.&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Interrogandosi sulla figura del giornalista scientifico rispetto allo scienziato, Pagan prende spunto da un articolo dello psichiatra Vittorino Andreoli. Qust&amp;rsquo;ultimo si chiede il perch&amp;eacute; di una figura come quella del giornalista scientifico, quando esistono scienziati che conoscono meglio la materia di un qualsiasi giornalista. Pronta la risposta: &amp;ldquo;Il giornalista sa comunicare diversamente dallo scienziato. &lt;strong&gt;Il giornalista sa togliere la sacralit&amp;agrave; alla scienza&lt;/strong&gt;, portandola a livello, per esempio, di politica, economia, sport, perch&amp;eacute; conosce i meccanismi della comunicazione. La scienza &amp;egrave; considerata un elemento importante della societ&amp;agrave; contemporanea e va quindi inserita in un contesto pi&amp;ugrave; ampio e meno approfondito, un contesto di tipo popolare che la renda alla portata di tutti&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.beppegrillo.it/archives/fotografie/172.jpg&quot; alt=&quot;  &quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Attualmente, con la nascita delle nuove tecnologie, &lt;strong&gt;la carta stampata passa in secondo piano per quel che riguarda la divulgazione scientifica&lt;/strong&gt;. &amp;ldquo;Oggi scienza e tecnologia trovano pi&amp;ugrave; spazio su internet e in tv: con un quotidiano raggiungiamo potenzialmente un massimo di 10 mila persone; Quark, il programma televisivo di Piero Angela, &amp;egrave; considerato un insuccesso se va sotto ai 3 milioni di telespettatori in prima serata (6 milioni in caso di speciali). Si capisce bene come la tv sia un media importantissimo per la diffusione della scienza che per&amp;ograve; non pu&amp;ograve; essere raccontata come se si fosse in un&amp;rsquo;aula universitaria, alla radio o sulla carta stampata&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;In tv c&amp;rsquo;&amp;egrave; necessit&amp;agrave; d&amp;rsquo;immagini, senza le quali non esiste servizio televisivo. Le &amp;ldquo;immagini della scienza&amp;rdquo; non possono essere che scienziati al lavoro, laboratori, computer&amp;hellip; Ma queste immagini hanno poca resa in tv, quindi esiste una reale difficolt&amp;agrave; nel confezionare servizi televisivi che parlino di scienza e tecnologia. Pertanto bisogna ricorrere a degli espedienti per fare in modo che il pubblico rimanga attaccato al video e poter sfruttare fino in fondo le potenzialit&amp;agrave; di un mezzo importantissimo per la diffusione della scienza. Per esempio, le trasmissioni di Angela iniziano sempre con un documentario naturalistico, genere amato dalle famiglie, che cos&amp;igrave; rimangono davanti alla tv anche per gli argomenti pi&amp;ugrave; pesanti. Gli scienziati dovrebbero essere coinvolti dal sistema televisivo e non averne paura&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;Una recente statistica ha dimostrato come negli Stati Uniti le notizie di scienza e tecnologia vengano date per il 44 per cento dalla tv, poi dai quotidiani (16%) e dalle riviste (16%). Internet per la diffusione delle notizie scientifiche detiene solo il per cento. Per quel che riguarda l&amp;rsquo;approfondimento invece, internet passa al primo posto, con il 44 per cento e al secondo posto passano i libri, ultimi nella graduatoria per quel che riguarda la diffusione delle notizie&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla domanda su come ci si possa difendere dalla voglia del giornalista scientifico di fare sensazione a tutti i costi, Pagan risponde cos&amp;igrave;: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Il giornalista scientifico &amp;egrave; l&amp;rsquo;ammazza-notizie per eccellenza&lt;/strong&gt;: odia lo scoop e cerca di essere il pi&amp;ugrave; possibile sincero in quello che scrive&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</summary>
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