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        <title>Meccanica Online :: Articolo</title>
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        <link>http://www.meccanica.com/meccanica/modules/article/view.article.php/20/c2</link>
        <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:03:08 +0200</lastBuildDate>
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            <title>Meccanica Online :: Articolo</title>
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        <managingEditor>info at meccanica dot com</managingEditor>
        <webMaster>info at meccanica dot com</webMaster>
        <category>Focus On</category>
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            <title>Una statistica per individui</title>
            <link>http://www.meccanica.com/meccanica/modules/article/view.article.php/20/c2</link>
            <description><![CDATA[Categorie correlate: Economia e Marketing<br />Sommario: Gli studi di Heckman e McFadden permettono di avere dati più realistici sulle preferenze della popolazione. Christopher Flinn è professore di Economia alla New York University ed è coautore con James Heckman di numerosi articoli sui modelli dinamici del mercato del lavoro. A lui abbiamo chiesto questo contributo.<p style="text-align: justify;">Si tratta di un argomento poco                   noto al grande pubblico ed &egrave; un peccato perch&eacute; i                   loro lavori influiscono e influiranno sulla vita di                   moltissime persone in tutto il mondo, sulla                   progettazione e realizzazione di programmi sociali,                   sulla disponibilit&agrave; di beni pubblici quali le                   infrastrutture per i trasporti.<br /><br />Prima che diventassero disponibili grandi banche                   dati con informazioni sulle caratteristiche e le                   scelte dei singoli, delle famiglie o delle imprese,                   quasi tutte le analisi statistiche degli economisti                   erano basate su dati aggregati. Dai censimenti                   della popolazione e dai registri amministrativi e                   contabili tenuti dalle imprese e dai Governi si                   possono costruire variabili che correlano una                   caratteristica della popolazione a un'altra. In Italia,                   per esempio, un economista del lavoro pu&ograve;                   utilizzare simili fonti per studiare il rapporto tra                   tasso di disoccupazione in una data regione e titoli                   di studio degli adulti che ci abitano. I dati sulla                   disoccupazione e la percentuale di adulti che                   hanno terminato il liceo, per esempio, permettono                   di stimarne il rapporto a livello regionale.<br /><br />Gli statistici e gli scienziati sociali sanno da tempo                   che i rapporti tra le variabili misurate a livello                   aggregato possono divergere moltissimo da quelle                   misurate a livello individuale. Questo fenomeno,                   che consiste nell'interpretare non correttamente le                   relazioni aggregate come se fossero valide a livello                   individuale, si chiama &quot;errore ecologico&quot;                   (ecological fallacy). Mettiamo di aver trovato in una                   regione un rapporto positivo tra percentuale degli                   individui che hanno terminato il liceo e tasso di                   disoccupazione. Sarebbe un errore ecologico                   inferire, sulla base di tale evidenza, che c'&egrave; una                   relazione positiva tra una persona che ha                   completato il liceo e la sua eventuale                   disoccupazione; infatti questa relazione non regge                   se facciamo l'analisi a livello individuale.<br /><br />Questi problemi di inferenza indicano che i dati                   aggregati, indispensabili per studiare certi                   fenomeni macroeconomici, servono ben poco a                   capire il comportamento di singole imprese,                   persone o famiglie. Gli economisti si sono presto                   resi conto che l'accesso a dati individuali non                   bastava a garantire che dalle relazioni osservate a                   livello empirico si potesse inferire alcunch&eacute; di                   significativo rispetto ai comportamenti. Bisognava                   innanzitutto superare il problema del                   campionamento non casuale. Un esempio, che                   ricaviamo dal lavoro iniziale di Heckman su questo                   problema, riguarda il rapporto tra salario e numero                   di ore lavorate dalle donne sposate a livello                   individuale. In molti Paesi, Italia inclusa, il tasso di                   partecipazione di queste donne al mercato del                   lavoro &egrave; relativamente basso. Il problema sta nel                   fatto che le informazioni sui salari e sulle ore                   lavorate sono disponibili soltanto per le donne                   sposate che effettivamente lavorano nel momento                   in cui i dati vengono raccolti ed &egrave; probabile che i                   loro salari siano sostanzialmente pi&ugrave; alti di quelli                   che sono stati offerti alle donne che hanno scelto                   di non lavorare. Perci&ograve; una relazione stimata tra                   salari e ore lavorate che venisse calcolata sul                   gruppo delle donne sposate che lavorano sar&agrave;                   probabilmente meno significativa rispetto a una                   stima che fosse stata effettuata sull'intero                   campione delle donne sposate, cio&egrave; sulla base di                   informazioni che comprendono anche i salari                   offerti a quelle che hanno scelto di non lavorare.</p><br /><p style="text-align: justify;"><img src="http://www.chicagomaroon.com/assets/2008/10/14/MFI-roundtable_01_Chris-Salata_half.jpg" alt="" /><br /><br />Il contributo pi&ugrave; importante di Heckman &egrave; stato                   riconoscere che il campionamento non casuale                   nei dati individuali non poteva essere trattato                   modellando le scelte degli individui in relazione al                   loro essere nel campione, il cosiddetto problema                   dell'autoselezione. Nello stesso esempio,                   l'intuizione di Heckman &egrave; riconoscere che se, per                   decidere se partecipare o meno al mercato, le                   donne sposate usavano regole qualitativamente                   simili a quelle che usavano per stabilire il numero                   di ore lavorate nel caso optassero per il lavoro, tali                   regole potevano essere utilizzate nelle procedure                   di stima per dedurre i modelli di comportamento di                   tutte le donne sposate. Pi&ugrave; in generale, grazie alla                   soluzione proposta da Heckman, il problema del                   campionamento non casuale ha smesso di essere                   squisitamente statistico ed &egrave; diventato di notevole                   interesse per gli analisti dei comportamenti sociali                   e per i responsabili di politica economica. La                   conoscenza dei processi decisionali di tutti i                   membri della popolazione &egrave; essenziale per                   effettuare un'analisi significativa delle politiche                   pubbliche. Per esempio, nel valutare come le                   donne sposate reagiscono al mercato del lavoro se                   diminuiscono le tasse sul reddito, &egrave; importante                   almeno quanto capire come le donne che al                   momento non lavorano modificherebbero le                   proprie decisioni, o capire come quelle che ora                   lavorano cambierebbero il numero di ore lavorate.<br /><br />McFadden ha dato contributi fondamentali                   all'analisi di decisioni simili a quella appena                   descritta, chiamate scelte discrete. Per esempio,                   una donna sceglie di lavorare oppure no; un                   consumatore quale tipo di cereali comprare; uno                   studente se laurearsi o un'impresa se costruire                   una nuova fabbrica. Prima dei lavori di McFadden                   c'erano pochi modelli economici o statistici che si                   potessero usare per analizzare quei problemi.<br /><br />Siccome sono situazioni che si propongono di                   continuo quando si analizzano dati individuali,                   questi non avrebbero potuto essere usati dagli                   studiosi del comportamento senza l'opera teorica                   ed econometrica di McFadden.<br /><br />Heckman e McFadden hanno dato un quadro                   concettuale e una metodologia ai dati capace di                   fornirci informazioni riguardo alle conseguenze dei                   provvedimenti presi dalle pubbliche                   amministrazioni sul comportamento e il benessere                   sociale. Grazie al lavoro di McFadden &egrave; stato                   possibile analizzare i costi e i benefici delle                   proposte di infrastrutture per i trasporti. Grazie a                   quello di Heckman, si &egrave; potuto valutare l'efficacia                   di un gran numero di programmi di formazione per                   disoccupati di lungo periodo.</p><br />]]></description>
            <author>MeccanicaOnline</author>
            <pubDate>Thu, 04 Mar 2010 14:13:43 +0200</pubDate>
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