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        <title>Meccanica Online :: Articolo</title>
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        <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:23:49 +0200</lastBuildDate>
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        <managingEditor>info at meccanica dot com</managingEditor>
        <webMaster>info at meccanica dot com</webMaster>
        <category>Focus On</category>
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            <title>Al caldo senza caldaia</title>
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            <description><![CDATA[Categorie correlate: Energia e Fonti rinnovabili<br />Sommario: Dato che le risorse energetiche classiche sono in via di esaurimento è necessario trovare rapidamente soluzioni alternative. All'insegna del motto "l'energia migliore è quella che non consumiamo".<p style="text-align: justify;">Fin dagli anni '90 nel nord Europa si sono sperimentate nuove tecniche costruttive che hanno permesso di abbattere fino a 1/10 l'energia utilizzata per il riscaldamento. Una di queste tecniche consiste nella costruzione di una <i>casa passiva</i>. Una casa &egrave; detta passiva quando non necessita di alcun impianto di riscaldamento convenzionale, in pratica si riscalda semplicemente grazie al calore degli occupanti, dell'energia dissipata dagli elettrodomestici e dalle lampade. Una piccola pompa di calore (una macchina termica in grado cio&egrave; sia di riscaldare che di raffreddare) fornisce quel poco di climatizzazione residua.<br /><br />Il principale nemico del riscaldamento &egrave; la perdita di calore: una finestra lasciata aperta, muri non isolati che irraggiano calore verso l'esterno, ecc. Il primo passo per realizzare una casa passiva &egrave; dunque un rigoroso isolamento dell'ambiente interno da quello esterno: la casa deve essere ermetica.</p><br /><div style="text-align: justify;"><img width="479" height="377" border="0" src="http://www.sapere.it/tca/minisite/scienza/sirt_case_pass/imgs/casapass.jpg" alt="" /></div><br /><p style="text-align: justify;"><b>La forma della casa</b><br /><br />Occorre mantenere l'edificio il pi&ugrave; compatto possibile, senza ramificazioni, torri, appendici e balconi. L'aspetto generale dovrebbe assomigliare a quello di un cubo ma grazie a una progettazione intelligente si &egrave; spesso riusciti a conciliare le esigenze estetiche con il risparmio energetico.<br /><br />L'abitazione deve avere un'adeguata esposizione verso Sud, riducendo o eliminando tutte le aperture verso gli altri punti cardinali. In particolare occorre limitare le aperture verso Ovest perch&eacute; d'inverno non forniscono vantaggi particolari mentre d'estate possono contribuire a surriscaldare l'edificio. L'interno della casa deve avere una sufficiente massa termica, del materiale cio&egrave; in grado di accumulare calore d'estate e di giorno, rilasciandolo lentamente d'inverno e di notte. L'obiettivo che ci si prefigge &egrave; che la casa passiva mantenga una temperatura di benessere costante <i>durante tutto l'anno</i>.<br /><br /><b>Isolamento dei muri perimetrali</b><br /><br />Tale procedimento viene definito <i>superisolamento</i> a indicare l'impiego di materiali con un'enorme resistenza termica come la lana di vetro e la lana di roccia. In futuro sar&agrave; possibile utilizzare anche materiali tecnologici come la silice nanoporosa. Quest'ultima &egrave; un materiale innovativo in grado di intrappolare l'aria in microcavit&agrave; dell'ordine del nanometro, di conseguenza le sue propriet&agrave; termiche risultano eccezionali. <br /><br />Questi strati isolanti rivestiranno solo la parte esterna della casa poich&eacute; applicarli internamente ridurrebbe il volume utile dell'abitazione. Per i nuovi edifici si potranno utilizzare dei particolari mattoni alveolari o mattoni di canapa dalle notevoli propriet&agrave; isolanti. Tale isolamento serve non solo d'inverno ma anche d'estate perch&eacute; impedisce il surriscaldamento dell'edificio.</p><br /><div style="text-align: justify;"><img width="396" height="249" border="0" src="http://www.sapere.it/tca/minisite/scienza/sirt_case_pass/imgs/casapass2.jpg" alt="" /><br /><br /><i>Il termogramma mostra come la casa passiva (sulla destra) disperda molto meno calore rispetto a una casa convenzionale (sullo sfondo, a sinistra). Da notare il calore disperso dai serramenti tradizionali.</i></div><br /><p style="text-align: justify;"><b>Isolamento delle prese elettriche</b><br /><br />Anche dalle prese elettriche possono arrivare spifferi, &egrave; necessario dunque schermarle utilizzando particolari prese ermetiche disponibili in commercio. Le terminazioni dei tubi che contengono i cavi elettrici andranno invece riempite di silicone.</p><br /><p style="text-align: justify;"><b>Isolamento degli infissi</b><br /><br />Le finestre utilizzate nelle case passive hanno un triplo strato di vetro con del gas argon nelle due intercapedini. L'argon &egrave; un gas ad alto isolamento termico presente nelle nostre case nei bulbi delle comuni lampadine a incandescenza. Il telaio, ad alte prestazioni termiche, consente una riduzione della perdita di calore dell'80% rispetto a una finestra convenzionale.<br /><br /><b>Isolamento dei balconi</b><br /><br />Se osserviamo un qualunque dispositivo elettrico di potenza, ad esempio un amplificatore audio, vedremo sul retro delle lamelle nere di alluminio che risultano molto calde quando il dispositivo &egrave; acceso. Queste alette di raffreddamento servono per portare all'esterno il calore dei componenti elettrici. I balconi, i camini, le appendici del tetto agiscono purtroppo come alette di raffreddamento dell' edificio aumentando la dispersione di calore.&nbsp; Per questo motivo occorre isolare accuratamente tutti i ponti termici, i punti cio&egrave; di contatto tra il nucleo dell'edificio, che si suppone caldo, e le superfici immerse nell'aria esterna, fredda.<br /><br />L'impressione generale che potremmo ricavare da una tale abitazione &egrave; piuttosto claustrofobica ma in realt&agrave; la situazione &egrave; ben diversa. L'altro principio cardine della casa passiva &egrave; infatti un continuo e intelligente ricambio d'aria: quella interna viziata viene sostituita con aria fresca proveniente dall'esterno attraverso uno scambiatore di calore. Lo scambiatore &egrave; un dispositivo formato da molti piatti metallici sovrapposti tra i quali scorrono a piani alterni i flussi d'aria entrante ed uscente. In questo modo i flussi si incrociano senza venire mai a contatto, permettendo di scambiare il calore (l'aria uscente cede calore a quella entrante) senza mescolare l'aria fresca con quella viziata.<br /><br />L'80% del calore viene cos&igrave; ceduto all'aria entrante e non disperso nell'ambiente, mentre il rimanente 20% viene prodotto da una piccola pompa termica.</p><br /><div style="text-align: justify;"><img width="275" height="186" border="0" src="http://www.sapere.it/tca/minisite/scienza/sirt_case_pass/imgs/casapass3.jpg" alt="" /><br /><br /><i>Lo scambiatore di calore tra l'aria d'uscita e quella in ingresso.</i></div><br /><p style="text-align: justify;">Se poi l'aria esterna risulta molto fredda si sfrutta una propriet&agrave; naturale usata da secoli: la temperatura costante del terreno. Uno scambiatore di calore viene installato ad alcuni metri di profondit&agrave;: in tal modo l'aria freddissima (diciamo a -10&deg;C) a contatto col terreno si preriscalda (a circa 10-15&deg;C costanti) e la caldaia consuma molta meno energia. Questo scambiatore serve anche d'estate: l'aria esterna molto calda viene preraffreddata in modo da alleggerire il lavoro della pompa termica del condizionatore.</p><br /><p style="text-align: justify;">&nbsp;</p><br />]]></description>
            <author>MeccanicaOnline</author>
            <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:29:02 +0200</pubDate>
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